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15 Maggio 2015
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Diritto di critica sindacale nella CEDU

Autore: Nicola Canestrini, Andrea Tigrino, Michele Valente

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Il diritto di critica sindacale, pur dovendosi muovere all’interno dei  parametri prefissati per la libertà d’espressione,nell'analisi della giurisprudenza della Corte di Strasburgo  si articola in maniera generalmente più permissiva in presenza di determinate circostanze concrete. 

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3 Apr 2015
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Tenuità del fatto: verso una giustizia penale

Autore: Nicola Canestrini

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Un diritto penale improntato alla necessaria offensività del reato è proprio dei sistemi liberali, in contrapposizione ai regimi autoritari che concepiscono il reato come violazione di un mero dovere di obbedienza alle norme statuali: la particolare tenuità del fatto, lungi da essere una "depenalizzazione", può essere il banco di prova dove sperimentare la giustizia penale riparativa e riconciliativa.

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1 Apr 2015
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Delitti in materia di sostanze dopanti: vendita e commercio

Autore: Nicola Canestrini

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In tema di cessione di sostanze dopanti, è punita la cessione anche occasionale verso atleti al fine di alterarne le prestazioni agonistiche (cd. eterodoping); se la cessione è rivolta verso non agonisti, è punibile solo il commercio, cioè l'attività continuativa di cessione, supportata da una elementare struttura organizzativa.

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15 Ott 2014
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Successione di leggi penali nel tempo: la guida in stato di ebbrezza, lavori di pubblica utilità

Autore: Nicola Canestrini, Giovanni Guarini

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L'individuazione, tra una pluralità di disposizioni succedutesi nel tempo, di quella più favorevole al reo, va eseguita non in astratto, sulla base della loro mera comparazione, bensì in concreto, mediante il confronto dei risultati che deriverebbero dall'effettiva applicazione di ciascuna di esse alla fattispecie sottoposta all'esame del giudice: è quindi più favorevole la normativa introdotta nell'agosto 2010 che prevede quale pena sostitutiva dei lavori di pubblica utilità per il reato di guida di stato di ebbrezza. 

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24 Giu 2014
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Analisi della normativa sugli stupefacenti post Cote Costituzionale 32/14 (Massimario, 2014)

Autore: Cassazione penale

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Analisi delle novità del testo unico introdotte a seguito della incostituzionalità dalla “Fini-Giovanardi”: la relazione del massimario della Corte di Cassazione del giugno 2014.

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23 Giu 2014
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Si ridetermina la pena definitiva per stupefacenti dopo la sentenza 32/14 Corte Costituzionale?

Autore: Nicola Canestrini

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Quali effetti della sentenza 32/14 della Corte Costituzionale 32/14 sulle condanne passate in giudicato per spaccio di sostanze stupefacenti cd. leggere (hashish, marijuana)? 

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8 Giu 2014
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Trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a part time: quali tutele per il lavoratore?

Autore: Avv. Federico Massara

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Capita sovente che il datore di lavoro proponga ai propri dipendenti una riduzione d’orario al fin di far fronte a difficoltà “inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa.": quali alternative per il lavoratore?

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1 Giu 2014
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L'articolo 73 TU stupefacenti dal 1990 con le modifiche 2006, 2011, 2013 e 2014

Autore: Nicola Canestrini

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La sentenza della Corte Costituzionale nel ricorso 227/2013 che il 12 febbraio 2014 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale – per violazione dell’art. 77, secondo comma, della Costituzione, che regola la procedura di conversione dei decreti-legge – degli artt. 4-bis e 4-vicies ter del d.l. 30 dicembre 2005, n. 272, come convertito con modificazioni dall’art. 1 della legge 21 febbraio 2006, n. 49, così rimuovendo le modifiche apportate con le norme dichiarate illegittime agli articoli 73, 13 e 14 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico in materia di stupefacenti) pone *rilevanti problemi di diritto intertemporale dovendo l'interprete applicare la  legge più favorevole*.

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15 Maggio 2014
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Ricorsi CEDU: una guida per gli avvocati

Autore: Consiglio degli Ordini forensi d’Europa (Ccbe)

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Ricorsi alla Cedu: la guida del CCBE per gli avvocati

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Il cliente deve anche essere dissuaso da scelte pregiudizievoli (Cass., 10289/15)

L'avvocato non può discolparsi dando la colpa della strategia difensiva al cliente: infatti, la responsabilità professionale dell'avvocato, la cui obbligazione è di mezzi e non di risultato, presuppone la violazione del dovere di diligenza media.  Tale violazione, ove consista nell'adozione di mezzi difensivi pregiudizievoli al cliente, non è né esclusa né ridotta per la circostanza che l'adozione di tali mezzi sia stata sollecitata dal cliente stesso, essendo compito esclusivo del legale la scelta della linea tecnica da seguire nella prestazione dell'attività professionale, peraltro essendo tenuto l'avvocato ad assolvere, sia all'atto del conferimento del mandato che nel corso dello svolgimento del rapporto, non solo al dovere di informazione del cliente ma anche ai doveri di sollecitazione, dissuasione ed informazione dello stesso ed essendo tenuto, tra l'altro, a sconsigliare il cliente dall'intraprendere o proseguire un giudizio dall'esito probabilmente sfavorevole.


Critica politica e ingiurie (Cass., 20998/15)

L'esercizio del diritto di critica politica può rendere non punibili espressioni anche aspre e giudizi di per sé ingiuriosi, tesi a stigmatizzare comportamenti realmente tenuti dal soggetto criticato: non può invece scriminare la falsa attribuzione di una condotta scorretta, utilizzata come fondamento per l'esposizione a critica del soggetto stesso.


Spaccio di 178 g è fatto di lieve entità? (Cass., 20423/15)

In caso di detenzione ai fini di spaccio di 178 g di hashish, la attenuante della lieve entità ex art. 73/5 TU stupefacenti va motivata con il richiamo alla cattiva qualità, al basso numero di dosi ricavabili, al cattivo stato di conservazione, alle modalità di detenzione.



Chiamare l'avvocato non è una minaccia (Cass., 20320/15)

"Se mi fai la contravvenzione giuro che te la faccio pagare, chiamo il mio avvocato e ti querelo": la prospettazione di denunciare taluno all'autorità giudiziaria non costituisce, di per sè, ne' minaccia ne' oltraggio; e tanto meno diventa di contenuto oltraggioso quando ad essa si accompagna la specificazione dell'oggetto della denuncia esternata senza arroganza, ma rimanendo nei limiti della protesta espressa in termini civili, anche se risentiti.


Peso della sostanza stupefacente e ingente quantità (Cass. 20140/14)

Nel reato di detenzione a fini di spaccio, ciò che conta non è il mero dato pendolare, che deve essere valutato anche con riferimento al numero di dosi ricavabili o commentato in relazione ad altra contingente peculiarità dello specifico caso: in ogni caso, i parametri abrogati mantengono la loro efficacia in funzione di dato oggettivo esterno ragionevole e tecnicamente affidabile.


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