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15 Ott 2014
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Successione di leggi penali nel tempo: la guida in stato di ebbrezza, lavori di pubblica utilità

Autore Nicola Canestrini, Giovanni Guarini

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L'individuazione, tra una pluralità di disposizioni succedutesi nel tempo, di quella più favorevole al reo, va eseguita non in astratto, sulla base della loro mera comparazione, bensì in concreto, mediante il confronto dei risultati che deriverebbero dall'effettiva applicazione di ciascuna di esse alla fattispecie sottoposta all'esame del giudice: è quindi più favorevole la normativa introdotta nell'agosto 2010 che prevede quale pena sostitutiva dei lavori di pubblica utilità per il reato di guida di stato di ebbrezza. 

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24 Giu 2014
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Analisi della normativa sugli stupefacenti post Cote Costituzionale 32/14 (Massimario, 2014)

Autore Cassazione penale

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Analisi delle novità del testo unico introdotte a seguito della incostituzionalità dalla “Fini-Giovanardi”: la relazione del massimario della Corte di Cassazione del giugno 2014.

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23 Giu 2014
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Si ridetermina la pena definitiva per stupefacenti dopo la sentenza 32/14 Corte Costituzionale?

Autore Nicola Canestrini

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Quali effetti della sentenza 32/14 della Corte Costituzionale 32/14 sulle condanne passate in giudicato per spaccio di sostanze stupefacenti cd. leggere (hashish, marijuana)? 

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8 Giu 2014
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Trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a part time: quali tutele per il lavoratore?

Autore Avv. Federico Massara

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Capita sovente che il datore di lavoro proponga ai propri dipendenti una riduzione d’orario al fin di far fronte a difficoltà “inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa.": quali alternative per il lavoratore?

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1 Giu 2014
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L'articolo 73 TU stupefacenti dal 1990 con le modifiche 2006, 2011, 2013 e 2014

Autore Nicola Canestrini

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La sentenza della Corte Costituzionale nel ricorso 227/2013 che il 12 febbraio 2014 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale – per violazione dell’art. 77, secondo comma, della Costituzione, che regola la procedura di conversione dei decreti-legge – degli artt. 4-bis e 4-vicies ter del d.l. 30 dicembre 2005, n. 272, come convertito con modificazioni dall’art. 1 della legge 21 febbraio 2006, n. 49, così rimuovendo le modifiche apportate con le norme dichiarate illegittime agli articoli 73, 13 e 14 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico in materia di stupefacenti) pone *rilevanti problemi di diritto intertemporale dovendo l'interprete applicare la  legge più favorevole*.

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15 Maggio 2014
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Ricorsi CEDU: una guida per gli avvocati

Autore Consiglio degli Ordini forensi d’Europa (Ccbe)

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Ricorsi alla Cedu: la guida del CCBE per gli avvocati

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8 Maggio 2014
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Ne bis in idem e CEDU

Autore Massimario della Cassazione penale

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1. La decisione della Corte EDU. - 2. Le ragioni della condanna ed i criteri interpretativi da utilizzare per stabilire il carattere penale delle norme di diritto interno: a) I criteri riferibili alla giurisprudenza della Corte EDU; b) I criteri riferibili alla giurisprudenza della Corte di giustizia europea; c) Spunti problematici nel confronto tra CEDU e CGUE. – 3. I motivi accolti dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo nella sentenza Grande Stevens e altri c. Italia. - 3.1. Il caso sottoposto alla Corte EDU. - 3.2. Il primo motivo di ricorso accolto: la violazione dell’art. 6 § 1 CEDU. - 3.3. Il secondo motivo di ricorso accolto: la violazione dell’art. 4 del Protocollo n.7. – 3.3.a. Le affermazioni della Corte EDU in tema di “stesso fatto”. – 3.3.b. L’interpretazione della direttiva 2003/6. - 3.3.c. Le affermazioni della Corte EDU sulla sentenza Aklagaren c. Akerberg Fransson. – 4. L’opinione in parte concordante e in parte dissenziente di due componenti della Corte EDU nella pronuncia Grande Stevens e altri c. Italia: la denuncia di limitata applicazione del principio del ne bis in idem nel caso di una condanna definitiva ad una sanzione amministrativa. 5. La giurisprudenza della Corte di cassazione sul rapporto tra illeciti amministrativi e illeciti penali alla prova dell’orientamento della Corte EDU. - 5.1. Recenti pronunce delle Sezioni Unite sul tema del rapporto di specialità tra illeciti amministrativi e penali. - 5.2. Gli orientamenti sull’art. 9 della legge 24 novembre 1981, n.689. - 5.3. Altri casi di interesse per la giurisprudenza di legittimità. - 5.4. La sentenza della Cassazione “Labella” del 2006 e le affermazioni sul rapporto tra fattispecie penale ed amministrativa di manipolazione del mercato. - 6. Conclusioni. 

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1 Apr 2014
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Costruire guerrieri. Autoritarismo e personalità fasciste nelle forze armate italiane

Autore Charlie Barnao, Pietro Saitta

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Malgrado le retoriche su una polizia e un esercito «di prossimità», razzismo, “rambismo”, “proattivismo” caratterizzano, di fatto, il modo di “fare polizia” e imporre l’ordine in un numero di paesi: quali radici?

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28 Mar 2014
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Diffamazione aggravata da motivi razziali a mezzo Facebook: qualche riflessione

Autore Nicola Canestrini, Giovanni Guarini

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La Convenzione di New York, ratificata in Italia con la L. n. 654/1975 sostituito dal d.l. 26 aprile 1993 n. 122 - c.d. "Decreto Mancino" - convertito con modifiche nella L. 25 giugno 1993 n. 205, estende la rilevanza penale anche alle manifestazioni discriminatorie attinenti alla sfera "religiosa", oltre a quelle razziale, etnica e nazionale, e mediante l'incriminazione di singoli "atti" di contenuto discriminatorio accanto alle condotte di "incitamento" o di provocazione di altri a porre in essere azioni di tale natura.

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20 Feb 2014
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Incostituzionalità dell'art. 73 TU stup: qualche conseguenza su prescrizione, giudicato, patteggiamenti pendenti

Autore Luca Semeraro

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Tutte le pene fondate sul “nuovo ed incostituzionale” art. 73 d.p.r. 309/1990, devono essere riportate nei limiti del vecchio quarto comma dell’art. 73 d.p.r. 309/1990?

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Riserbo, difesa dell'onore e società mediatica (Cass., 6827/14)

Il dovere di riserbo imposto al magistrato non impedisce la difesa del suo diritto all'onore, che può integrare la esimente dello stato di necessità: peraltro, non può tacersi che nell'attuale società mediatica l'opinione pubblica tende ad assumere come veri i fatti rappresentati dai media, se non immediatamente contestati: la verità mediatica, cioè quella raccontata dai media, si sovrappone, infatti, alla verità storica e si fissa nella memoria collettiva.



Coltivazione di marijuana è sempre reato (Cass. 3177/15)

Qualsiasi tipo di coltivazione di marijuana è punibile, dato che contribuisce ad accrescere in qualunque entità, pur se mirata a soddisfare esigenze di natura personale, la quantità di sostanza stupefacente esistente e circolante.


Non basta la crisi per non pagare le tasse (Cass. pen., 1725/14)

Il contribuente, imputato per non essere riuscito a pagar i debiti tributari, non può limitarsi ad invocare la crisi per giustificare il suo mancato pagamento, ma deve dare prova di aver impegnato anche le sue risorse personali (casa di abitazione, ricorso al credito bancario, ..).


Presenza in macchina e prova del concorso nel reato (Cass., 1859/15)

Non è punibile chi, seppure a conoscenza di sostanza stupefacente da parte di altri, mantenga un comportamento 'meramente passivo', privo cioè di qualsivoglia efficacia causale in ordine alla realizzazione della condotta detentiva altrui: nè illazioni o congetture valgono a superare l'onere della prova a carico dell'accusa. 


Dire il vero: critica o diffamazione? (Cass. 1695/15)

 Nel bilanciamento tra due beni costituzionalmente protetti, il diritto di critica (art 21 Cost.) e quello alla dignità personale (artt. 2 e 3 Cost.), occorre dare la prevalenza alla libertà di parola, senza la quale la dialettica democratica non potrebbe realizzarsi. Va, altresì, richiamato il principio secondo cui sussiste l'esimente del diritto di critica quando il fatto riportato sia conforme allo stato accertato della realtà al momento della propalazione, sempre che sia rispettato il canone della continenza e della rilevanza sociale dell'informazione.



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