23 Feb 2013
Informazione utile

Casa Circondariale di Trento

Pubblicato da Nicola Canestrini

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I colloqui con i detenuti sono regolati dall’art. 18 della legge 26 luglio 1975, n. 354 e dall’art. 37 del D.P.R 30 giugno 2000, n. 230. Il detenuto, previa domanda interna e autorizzazione, può sostenere al massimo 6 colloqui mensili i propri familiari (e con chi abbia un motivo legittimo, che deve essere documentato).

Via Beccaria, 13 - Loc. Spini di Gardolo, 38014 Gardolo TN (mappa)
Tel. 0461.969101 Fax  0461 969191

Maschile

dislocazione: periferica (uscita A22 Trento Nord)

Tribunale e Magistrato di Sorveglianza: Trento

Ufficio di Sorveglianza: Trento

CSSA: Trento

Nota bene: indicazioni soggette a modifica senza preavviso che non costituiscono attività professionale; si raccomanda la verifica preventiva.

 

ORARIO DI VISITA

Per i parenti, la visita al detento avviene previa autorizzazione da richiedere in carta semplice allegando copia di un cocumento di identità e del certificato di famiglia (o atto sostitutivo di notorietà ai sensi dell'art. 47 DPR 445/2000 da richiedersi in Comune in carta libera, autocertificazione richiesta anche per i conviventi). Per i non parenti (fidanzate/i, amiciche, datori di lavoro, conviventi, ..), per ottenere l'autorizzazione, ci vuole un "giustificato motivo" (es. per chiarire il futuro sul rapporto di lavoro, o per stabilire se bisogna continure a pagare l'affitto, ..). I cittadini stranieri devono produrre un certificato consolare che attesti il grado di parentela.
 
Se è già stata emessa una sentenza, la richiesta va indirizzata e presentata al direttore dell'istituto, se invece non è ancora stata emessa una sentenza (in caso dunque di custodia cautelare in carcere) la richiesta va indirizzata e presentata all'autorità giudiziaria procedente (P.M. o giudice procedente)

Dal 21 settembre 2012 igiorni di visita sono lunedì, mercoledì e sabato (il primo ed il terzo sabato del mese per dei detenuti il cui cognome inizi per A - K; il secondo ed il quarto sabato del mese dalla L - Z; in caso vi sia un quinto sabato sono ammessi tutti gli autorizzati qualsiasi sia l'iniziale del cognome del detenuto); sono ammessi al massimo 3 adulti e due minori (tutti devono essere muniti di carta di identità):

(presentarsi almeno 60 minuti prima delle) 8.40 - 10.30 - 12.55 - 14.45

 

TELEFONATE

Non è possibile chiamare il detenuto, mentre quest'ultimo può chiamare i parenti (i non parenti solo se vi sono "ragionevoli e verificati motivi") previa istanza scritta all'autorità competente,

Per i numeri di rete fissa, si dovrà indicare il numero telefonico richiesto e le persone con cui deve corrispondere (allegando prova della parentela e copia dell'elenco telefonico da cui risulta l'intestatario); per chiamare utenze cellulari, si può fare riferimento alla circolare del DIpartimento dell'Amministrazione Penitenziaria a firma del Dott. Ardita del 26 aprile 2010 "Nuovi interventi per ridurre il disagio derivante dalla condizione di privazione della libertà e per prevenire i fenomeni autoaggressivi" che stabilisce espressamente che " dovranno dunque essere consentite le chiamate ai telefoni cellulari, ai detenuti comuni di media sicurezza che non abbiano effettuato colloqui visivi né telefonici per un periodo di almeno quindici giorni" o che dichiarino di non aver altro modo di poter comunicare con i familiari).

 

COSA SI PUO' PORTARE

Tutti i generi ammessi e destinati alla popolazione saranno controllati scrupolosamente anche con apparecchiature rilevatrici di metallo e possono essere recapitati SOLO da persone autorizzate al colloquio col detenuto. Meglio usare sacchetti di nylon perché le borse non saranno consegnate ai detenuti ma verranno depositate in magazzino.

I pacchi (massimo uno alla settimana e massimo 4 al mese per un totale mensile di 20 kg) possono contenere esclusivamente i generi di seguito indicati (esclusi dunque i tabacchi e gli articoli di toeletta acquistabili all'interno del carcere e qualsiasi oggetto contenente metalli; sono vietati anche gli alcolici):

1. Generi alimentari

Carne cotta sotto vuoto, in confezione commerciale originale ed integra, pesce cotto sotto vuoto, in confezione commerciale orginale ed integra, formaggio a pasta dura, sotto vuoto, in confezione commerciale originale ed integra, salumi già affettati sotto vuoto, in confezione commerciale originale ed integra.

2. Generi non alimentari

Vestiario:
biancheria intima (magliette, slip, boxer), scarpe anche da ginnastica (se nuove), ciabatte (gomma, plastica), calzini, pantaloni, camice, maglioni, felpe (senza cappuccio), tute da ginnastica (senza cappuccio), pigiami, accappatoi (senza cintura e senza cappuccio), asciugamani.

Varie
CD solo se in confezione originale e previa autorizzaizone, un bustone di carta da lettera, un mestolo di legno e con manico in plastica del tipo stabilito da disposizioni ministeriali, una caffettiera da tre tazze, un piatto, una fondina, una tazzina ed una scodella in plastica del tipo stabilito da disposizioni ministeriali, un bicchiere ed una caraffa da 1 litro ed una bottiglia di plastica del tipo stabilito da disposizioni ministeriali, libri con copertina morbida, giornali e riviste in libera vendita all'esterno, quaderni, album e blocchi notes.

Il denaro contante non può più essere consegnato all'addetto ma va obbligatoriamente spedito al detenuto mediante vaglia postale oppure bonifico su c/c IT67V0760101800000011113388 oppure sul c/c postale 11113388 entrambi intestati a Direzione Casa Circondariale di Trento indicando come causale il nome esatto del beneficiario

 

Sintesi normativa: la procedura per colloqui

I colloqui con i detenuti sono regolati dall’art. 18 dell'ordinamento penitenziario (legge 26 luglio 1975, n.354) e dall’37 del regolamento di esecuzione (D.P.R 30 giugno 2000, n. 230).

Il detenuto può sostenere colloqui sia con i propri familiari che con altre persone.Ogni detenuto comune ha diritto ad effettuare sei colloqui al mese con familiari, con i conviventi o con altre persone. I detenuti per i reati previsti dal primo periodo del primo comma dell’art. 4 bis dell’ordinamento penitenziario possono usufruire invece solo fino a quattro colloqui al mese. Può comunque essere concesso un numero maggiore di colloqui a soggetti gravemente infermi, quando il colloquio si svolge con bambini con meno di dieci anni e in altre particolari circostanzeI colloqui hanno la durata di un’ora, ma in alcuni casi si può essere autorizzati a riunire le ore mensili in un’unica visita. In genere le domande sono accolte dalle direzioni degli istituti se in quel giorno non ci sono troppe richieste di visita.

I cittadini italiani che si recano a trovare un detenuto devono mostrare, all’ingresso del carcere, la carta d’identità o altri documenti validi per l’identificazione e uno stato di famiglia che attesti il grado di parentela con la persona che vogliono incontrare. I congiunti conviventi, fino al terzo grado di parentela, possono compilare allo sportello colloqui un’autocertificazione. Per gli stranieri l’autocertificazione viene accettata solo se accompagnata da un documento di soggiorno e da uno di identità.

Chi vuole visitare un imputato in attesa della pronuncia della sentenza di primo grado deve presentare il permesso rilasciato dall'autorità giudiziaria che procede. I conviventi devono munirsi di un attestato di convivenza con la persona detenuta, certificazione che può essere richiesta al comune di residenza.

Il detenuto può ricevere anche visite da terze persone, cioè persone diverse dai familiari e dai conviventi. Per essere autorizzato deve inoltrare una domanda scritta al direttore dell’istituto, specificando i dat anagrafici completi delle persone che vuole incontrare e i motivi per i quali richiede il colloquio. La direzione, o l’autorità giudiziaria nel caso di persone in attesa di giudizio, effettueranno i controlli sulle persone indicate prima di concedere o negare l’autorizzazione. Tutti i colloqui prevedono la presenza al massimo di tre persone oltre al detenuto, ma sono possibili eccezioni in caso soprattutto di presenza di bambini.

 

(..) Procedura per le telefonate

La corrispondenza telefonica è disciplinata dall’art. 39 del regolamento di esecuzione.Una volta alla settimana i detenuti comuni possono telefonare ai familiari e ai conviventi mentre i condannati per i reati previsti dal primo comma dell’art. 4bis dell’ordinamento penitenziario hanno diritto solo a due telefonate. In circostanze particolari, ad esempio quando si vogliono incontrare figli con meno di dieci anni, è possibile ottenere dal direttore dell’istituto l’autorizzazione a colloqui aggiuntivi.

 

Eventuali richieste per telefonare a terze persone potranno essere autorizzate per motivi di urgenza o di particolare rilevanza.Le telefonate sono effettuate a spese dell’interessato anche tramite scheda telefonica prepagata.Per telefonare è necessaria l’autorizzazione del direttore del carcere per i condannati, dell’autorità giudiziaria per i detenuti in attesa di giudizio di primo grado, del magistrato di sorveglianza per gli appellanti e i ricorrenti (alcuni magistrati di sorveglianza delegano il direttore dell’istituto).

La telefonata, della durata di massimo dieci minuti, dovrà essere rivolta esclusivamente ad un’utenza fissa intestata nominativamente ad una delle persone autorizzate ad effettuare colloqui con il detenuto, che dovrà perciò allegare una bolletta telefonica dalla quali risulti il nome dell’intestatario dell’utenza, lo stato di famiglia o un’autocertificazione attestante il grado di parentela.La circolare 24 aprile 2010 della Direzione generale Detenuti e Trattamento ha introdotto la possibilità di chiamare i telefoni cellulari per detenuti comuni di media sicurezza che non abbiano effettuato colloqui visivi né telefonici per un periodo di almeno quindici giorni e che abbiano dichiarato di poter mantenere contatti con i propri familiari solo attraverso telefonate verso utenza mobile.

L'interessato deve presentare la documentazione che attesti la titolarità della linea. Sono comunque autorizzate le chiamate verso il numero di telefono cellulare trascorsi quindici giorni dalla presentazione dell’istanza senza che siano pervenuti gli esiti delle verifiche richieste sulla titolarità del numero telefonico e il detenuto non abbia fruito di colloqui né di conversazioni telefoniche su numeri fissi.

L’autorizzazione verrà revocata nel caso in cui seguisse un riscontro negativo circa la veridicità delle dichiarazioni fornite dal detenuto.

Sono infine autorizzati immediatamente In via transitoria quanti non siano risultati fruitori di colloqui visivi e telefonici per almeno quindici giorni e che siano in grado di produrre documentazione attendibile (es. contratto di telefonia mobile).

NB: In ogni istituto è affissa la lista, denominata modello 176, di tutti gli oggetti, indumenti, alimenti che possono essere contenuti nei pacchi destinati a persona detenuta in quell'istituto. La lista può variare da istituto a istituto, quindi è consigliabile fare una verifica. (Normativa di riferimento: DPR 30 giugno 2000, n. 230 - art. 14 - Regolamento recante norme sull'ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libert&agave;).

 

:: Normativa sull'ordinamento penitenziario e relativo regolamento di esecuzione.

:: Si rinvia per altre informazioni all'Osservatorio nazionale sulle condizioni di detenzione e sull’esecuzione penale dell'Associazione Antigone.

:: Una scheda riassuntiva del nuovo carcere è leggibile sul sito dell'Ufficio stampa della Provincia Autonoma di Trento.

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Casa Circondariale di Rovereto

Dal 1 luglio 2011 la Casa Circondariale di Rovereto ha *chiuso*: ed i detenuti sono stati trasferiti alla Casa Circondariale di Trento[http://www.canestrinilex.it/risorse/carcere_trento.html].



Casa Circondariale di Bolzano

I colloqui con i detenuti sono regolati dall’art. 18 della legge 26 luglio 1975, n. 354 e dall’art. 37 del D.P.R 30 giugno 2000, n. 230. Il detenuto, previa domanda interna e autorizzazione, può sostenere al massimo 6 colloqui mensili i propri familiari (e con chi abbia un motivo legittimo, che deve essere documentato).