20 Feb 2013

Diritti di copia nel processo penale, civile, amministrativo

Nicola Canestrini

Taggato: Diritti di copia, Spese processuali, Spese legali

I "diritti di copia e di certificato" sono previsti dall’art. 40 del Testo Unico spese di giustizia 115/2012  e consistono in un versamento aggiuntivo ai costi vivi della copia che va allo Stato e che va versato apponendo una marca da bollo del corrispondente valore sulla richiesta effettuata in cancelleria (aggiornato aprile 2014).

 

1. SPESE PROCESSUALI: I DIRITTI DI COPIA

Oltre alle spese legali, chi vive un processo (penale, amministrativo o civile che sia) deve considerare di dover pagare le cd. spese processuali (che peraltrodi norma vengono addossate alla parte che perde nel processo civile ed al condannato nel processo penale: in altri apprfondiment di questo sito ventono evidenziati numerosi temperamenti e/o eccezioni a tale regola).

Le spese processuali sono composte da

- spese forfetizzate del procedimento (es. il contributo unificato nel processo civile, un versamento da effettuare in marca da bollo con il primo atto di difesa che è proporzionale al valore della causa),

- spese aggiuntive a seconda dello svolgersi del procedimento (ad es. in caso di condanna penale, il condannato dovrà rifondere le spese di mantenimento in carcere e quelle delle intercettazioni telefoniche, anticipate dallo Stato), nonchè dai

- diritti di copia.

I "diritti di copia e di certificato" sono previsti dall’art. 40 del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (ed in paticolare dalle tabelle di cui aglia allegati n. 6, 7 ed 8 del medesimo decreto): si tratta di un versamento aggiuntivo ai costi vivi della copia che va allo Stato e che va versato apponendo una marca da bollo del corrispondente valore sulla richiesta effettuata in cancelleria.

Le marche da bollo si acquistano presso le tabaccherie autorizzate alla vendita di generi di monopolio.

I diritti di copia hanno subito incrementi costanti (cfr. gli aggiornamenti introdotti con Decreto Ministero della giustizia 8 gennaio 2009 a norma dell'art. 274 del suddetto Testo Unico e successivamente maggiorati del 50% dall’art. 5, 4 comma D.L. n. 193/2009 - Interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario; la legge di stabilità 2014 ha più che triplicato  i costi per la costituzione di parte civile portando a 27 € l'importo forfettizzato da versare all'atto del deposito della costituzione; il Decreto del Ministero della Giustizia del 10 marzo 2014, che abbassa in parte i diritti di copia forfetizzati e certificazione di conformità - che invece aumentano per le copie cartacee del 50% per quanto stabilito legge 22 febbraio 2010, n. 24 - ed alza il costo di duplicazione dei CD (intercettazioni telefoniche, ..) che passa a 306,97 € e il cd. diritto di certificato (la certificazione del'avvenuto deposito) che passa dai 5,54 € ai 3,68 €.

Ai sensi dell'art  270 (L) TU spese di giustizia rubricato "copia urgente su supporto cartaceo" stabilisce che per il rilascio entro due giorni di copie su supporto cartaceo, senza e con certificazione di conformità, il diritto dovuto è triplicato.

2. COPIE SEMPLICI (SENZA CERTIFICAZIONE DI CONFORMITÀ)

Allegato n. 6 (articolo 267 Testo Unico Spese di giustizia D.P.R. n. 115/2002)

Numero pagine (importi 2009) Diritto di copia forfettizzato (2014) + 50% se copie cartacee
    Copie non urgenti Copie urgenti (x3)
1-4 (€ 0,88) € 1,23 € 3,69
5-10 (€1,77) € 2,46 € 7,38
11-20 (€ 3,54) € 3,68 € 11,04
21-50 (€ 7,09) € 6,14 € 18,42
51-100  (€ 14,16) € 12,28 €  38,84
Oltre le 100   € 12,28 più € 7,37 ogni ulteriori 100 pagine o frazione di 100. €  28,84 più € 22,04 ogni ulteriori 100 pagine o frazione di 100. 


NOTA: A norma dell’art. 271 D.P.R. 115/2002 nei processi dinanzi al giudice di pace tutti i diritti di copia sono ridotti alla metà.

3. COPIE AUTENTICHE (CON CERTIFICAZIONE DI CONFORMITÀ)

Allegato n. 7 (articolo 268 Testo Unico Spese di giustizia D.P.R. n. 115/2002)

Numero di pagine Diritto di copia forfettizzato Diritto di certificazione di conformità Totale + 50% se copie cartacee
      Copie non urgenti Copie urgenti (x3)
1-4 € 1,23  € 6,14  € 7,37 x3
5-10 € 2,46  € 6,14  € 8,60 x3
11-20  € 3,68  € 6,14  € 9,82 x3
21-50  € 6,14  € 6,14  € 12,28 x3
51-100 € 12,28  € 6,14  € 18,42  x3 
Oltre le 100  € 12,28 più € 7,37 ogni ulteriore 100 pagine o frazione di 100  € 6,14  € 18,42 più € 7,37 ogni ulteriore 100 pagine o frazione di 100 x3 

NOTA: A norma dell’art. 271 D.P.R. 115/2002 nei processi dinanzi al giudice di pace tutti i diritti di copia sono ridotti alla metà.

4. DIRITTI DI COPIA SU SUPPORTO DIVERSO DAL CARTACEO

Allegato n. 8 (articolo 269 Testo Unico Spese di giustizia D.P.R. n. 115/2002)

Tipo di Supporto Diritto di copia forfettizzato
Per ogni cassetta fonografica di 60 minuti o di durata inferiore 3,68
Per ogni cassetta fonografica di 90 minuti o di durata inferiore 5,52
Per ogni cassetta fonografica di 120 minuti o di durata inferiore 6,14
Per ogni cassetta fonografica di 180 minuti o di durata inferiore 7,37
Per ogni cassetta fonografica di 240 minuti o di durata inferiore 9,21
Per ogni dischetto informatico da 1,44 MB 4,31
Per ogni compact disc o DVD  € 306,97

* APPLICAZIONE SOSPESA DAL D.L. 193/2009 ART. 5, 4 COMMA. (...i diritti di copia rilasciata in formato elettronico di atti esistenti nell’archivio informatico dell'ufficio giudiziario sono determinati, in ragione del numero delle pagine memorizzate, nella misura precedentemente fissata per le copie cartacee).

 

Circolare 18 marzo 2010 - Testo Unico sulle spese di giustizia - Diritti di copia di atti giudiziari

Come noto, l’articolo 4, comma 5, del decreto legge del 29 dicembre 2009, n. 193, recante “Interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario”, ha apportato alcune modifiche alla disciplina prevista dal DPR 115/02 (Testo Unico sulle spese di giustizia) per i diritti di copia di atti giudiziari.

Il citato decreto legge n. 193/09 è stato convertito, con modificazioni, nella legge 22 febbraio 2010, n. 24, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 2010 ed entrata in vigore il giorno successivo a quella della pubblicazione.

In sede di conversione, l’aumento del 50 per cento dei diritti di copia, già previsto per le copie senza certificazione di conformità di cui all’allegato n. 6 al DPR 115/02, è stato esteso anche alla tabella contenuta nell’allegato n. 7 allo stesso decreto.

L’aumento dei diritti di copia di cui al citato allegato n. 7 al DPR 115/02 riguarda il diritto di copia autentica e deve essere pertanto applicato a tutti gli importi contenuti nella tabella e, quindi, anche a quello relativo alla certificazione di conformità.

L’esigenza sottesa alla suddetta modifica normativa è consistita nella necessità di estendere l’aumento transitorio - fino all’emanazione del regolamento previsto dall’art. 40 del DPR 115/02 - della metà dei diritti di copia cartacea anche alle copie cartacee con certificazione di conformità al fine di evitare un aumento ingiustificato delle richieste di quest’ultime.
Ciò si evince dalla relazione che ha accompagnato la modifica normativa apportata all’art. 4, comma 5, del decreto legge n. 196/09, dalla legge di conversione n. 24 del 2010, ove è motivato, tra l’altro, che “le modifiche del comma 5 si rendono necessarie al fine di stabilire che l’aumento transitorio della metà dei diritti di copia dovuti per le copie cartacee vale anche per le copie con certificazione di conformità i cui importi sono fissati nell’allegato n. 7 del testo unico sulle spese di giustizia”.

In materia di diritti di copia, inoltre, le stesse disposizioni legislative e regolamentari di cui al DPR 115/02 (art. 268) considerano il diritto di copia autentica come un diritto unico la cui misura è stabilita dagli importi fissati dalla tabella contenuta nell’allegato n. 7, così come modificati dal decreto interministeriale 8 gennaio 2009, ai quali, pertanto, deve essere applicato l’aumento previsto del 50 per cento.

Con la stessa legge di conversione è stato, altresì, precisato che l’applicazione dell’allegato n. 8, al medesimo DPR, è sospesa “limitatamente ai supporti che contengono dati informatici per i quali è possibile calcolare le pagine memorizzate”.

In attesa dell’emanazione del regolamento di riordino della materia, i diritti previsti dall’allegato n. 8 restano, pertanto, applicabili per il rilascio di copia su cassette fonografiche e videofonografiche, nonché per gli altri supporti ivi previsti (CD e floppy), quando le informazioni in essi presenti (filmati, files audio, ecc.) non consentono di calcolare le pagine memorizzate.

Restano ferme le disposizioni, già presenti nel citato decreto legge, relative alle copie rilasciate in formato elettronico di atti esistenti nell’archivio informatico dell’ufficio giudiziario, i cui diritti sono determinati, fino all’emanazione del regolamento di cui all’art. 40 del citato DPR 115/02, in ragione del numero delle pagine memorizzate nella misura precedentemente fissata per le copie cartacee.

Alcuni uffici giudiziari hanno chiesto di conoscere se i diritti di copia di atti giudiziari debbano essere percepiti nella misura prevista dal DPR 115/02 (Testo Unico sulle spese di giustizia) allorquando le copie vengano eseguite con l’ausilio di mezzi di fotoriproduzione messi a disposizione, nelle sedi giudiziarie, dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati.

Con riferimento alla suddetta problematica, si rappresenta che le norme che disciplinano il diritto di copia devono ritenersi delle disposizioni di carattere fiscale, non derogabili, con le quali il legislatore ha fissato la misura dei diritti che la parte deve corrispondere all’Erario in relazione alle copie richieste.

Da quanto detto consegue, pertanto, che l’esazione dei diritti di copia deve avvenire, in ogni caso, secondo la misura stabilita e con le modalità previste dalle disposizioni contenute nel Testo Unico sulle spese di giustizia, così come modificate dalla normativa sopra richiamata.

Si pregano le SS.LL, per quanto di rispettiva competenza, di voler portare a conoscenza degli uffici giudiziari del distretto quanto sopra rappresentato.

Roma, 18 Marzo 2010

***

C'è chi a proposito dell'aggiornamento del 2014 ha parlato di  una "tragicomica rappresentazione dell’anacronismo dilagante nel pianeta giustizia", pianeta "distante anni luce lontano da ogni piccola o grande rivoluzione digitale" (Scorza, Giustizia: storie di ordinaria contro-digitalizzazionehttp://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/20/giustizia-storie-di-ordinaria-contro-digitalizzazione/958152/).

Prosegue l'autore:

"A parte la follia di pretendere diritti copia pari a oltre trecento euro per la riproduzione su un cd di qualche manciata di bit, la tabella allegata al decreto sembra più simile ad un libro di storia dell’informatica che non ad un tariffario vigente. Basterà dire che la colonna relativa ai supporti “diversi da quello cartaceo”, inizia con una serie di voci dedicate alle “cassette fonografiche” e “videofonografiche” di diversa durata che rappresentano, probabilmente, supporti estinti persino negli archivi impolverati dei nostri Tribunali.

Si tratta di supporti appartenenti al paleolitico dell’informatica ed ormai tanto introvabili che se provate a lanciare una ricerca su google utilizzando come stringa “cassetta fonografica” o “cassetta videofonografica”, tutti i risultati, almeno nelle prime due o tre pagine, si riferiscono inesorabilmente a pagine relative alle “spese di giustizia”.

Sono, in altre parole, espressioni ormai utilizzate, pressoché esclusivamente, nel decreto in questione e nei suoi antenati.

Il fatto che in un decreto datato 10 aprile 2014, si continuino ad aggiornare le tariffe dei diritti di copia relative a supporti ormai estinti – per i quali, per inciso, si prevedono importi compresi tra i 3,68 euro ed i 9,21 euro – la dice lunga sullo stato di drammatico analfabetismo digitale dilagante nel pianeta giustizia."

 

Recenti Pubblicazioni

Non esiste un diritto all'arma (CdS, 4334/17)

L'autorizzazione al possesso e al porto delle armi non integra un diritto all’arma, ma costituisce, infatti, il frutto di una valutazione discrezionale nella quale confluiscono sia la mancanza di requisiti negativi, sia la sussistenza di specifiche ragioni positive,

Testimoni trattenuti in caserma: è sequestro di persona (Cass. 36885717)

I pubblici ufficiali che trattengono una persona in caserma con la finalità di raccogliere le loro deposizioni rispondono di sequestro di persona aggravato dall'abuso di potere (art. 605, co. 2, n. 2, c.p.) e non di arresto illegale (art. 606 c.p.): si tratta in particolare di alcuni militari della Guardia di Finanza, riconosciuti colpevoli del reato di sequestro di persona aggravato dall’abuso di potere in quanto pubblici ufficiali, per aver trattenuti indebitamente in caserma per circa 12 ore alcune persone non per trarle in arresto, ma in attesa di essere sentite come testimoni nell’ambito di una vicenda che aveva visto coinvolti, stavolta come persone offese, alcuni finanzieri.

Ti sposi solo per l'eredita' .. è diffamazione (Cass. 31434/17)

Insinuare che ci si è sposati per acquisire lo status di vedova, allo stato di ereditare in beni, e quindi per interesse, è diffamazione.

Mandato d'arresto Europeo: basta la parola (cass. 39864/17)

Per l'esecuzione di un mandato di arresto europeo, basta la sola indicazione delle evidenze fattuali a carico della persona richiesta, nè è necessaria la allegazione del provvedimento cautelare su cui si basa il MAE.

Mandato d'arresto europeo deve essere firmato da un giudice (Cass. 39861/17)

E' consentito dare esecuzione al Mandato d’arresto europeo solo se il provvedimento cautelare in base al quale il mandato è stato emesso sia stato sottoscritto da un giudice (e non da un PM o dalla polizia): la previsione assume natura sostanziale ed ha ad oggetto quanto costituisce il presupposto stesso del mandato di arresto europeo.

Spese legali

Come si determina la parcella dell'avvocato? Ci si può accordare sul compenso? Cosa sono i parametri? C'è un minimo ed un massimo che l'avvocato può richiedere? Il cliente ha diritto al preventivo?  Quando si ha diritto al rimborso? Chi perde, paga? Chi paga in caso di assoluzione in un processo penale?