26 Set 2016
Sentenza

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Coltivazione di una pianta di marijuana non è reato (Cass. 40030/16)

Autorità giudiziaria: Cassazione penale

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La coltivazione di una singola pianta sul terrazzo di 1 m di altezza e con 312 mg di principio attivo non è reato per mancanza di offensività in concreto.

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26 Set 2016
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MAE e diritti fondamentali: obbligatorie le informazioni supplementari (Cass. 40032/16)

Autorità giudiziaria: Cassazione penale

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Anche nell'ambito di una esecuzione MAE, ove l'autorità giudiziaria dello Stato d'esecuzione disponga di elementi oggettivi, affidabili, accurati e debitamente aggiornati che attestino un rischio reale di trattamenti inumani o degradanti per le persone detenute in uno Stato membro, per carenze sistematiche o generalizzate, la stessa è tenuta a valutare l'esistenza di questo rischio quando deve decidere sulla consegna alle autorità di tale Stato della persona oggetto di un mandato d'arresto europeo.

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19 Set 2016
Sentenza

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Detenzione ai fini di spaccio: fatto lieve? (cass. 38758/16)

Autorità giudiziaria: Cassazione penale

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51 grammi di cocaina pari a 141 dosi singole non sono fatto di lieve entità, dato che il fatto lieve ricorre solo in caso di minima offensività della condotta, in considerazione dal dato qualitativo e quantitativo e degli altri parametri indicati dalla disposizione (mezzi, modalità e circostanze dell'azione), con la conseguenza che, se uno degli indici previsti dalla legge risulta negativamente assorbente, ogni altra valutazione non rileva.

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19 Set 2016
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Pendenza di procedimento in Italia e divieto di estradizione (Cass. 38762/16)

Autorità giudiziaria: Cassazione penale

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Vige il divieto di estradizione ove per lo stesso fatto sia in corso procedimento penale nei confronti della persona oggetto della relativa domanda: la eventuae norma pattizia contraria è indirizzata agli Stati contraenti e non direttamente operativa all’interno di questi ultimi, e quindi necessariamente rimette ai singoli ordinamenti la regolazione della fattispecie, onde compete a ciascuno Stato stabilire "se e a quali condizioni, e per determinazione di quale autorità, l’estradizione possa o debba essere concessa o negata", qualsiasi soluzione risultando conforme alla norma internazionale.

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18 Set 2016
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Calcolo del danno differenziale (Cass. 17407/16)

Autorità giudiziaria: Cassazione civile

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Il calcolo del danno. cd. differenziale fra risarcimento del danno e indennizzo INAIL va effettuato sottraendo dal credito risanatorio civilistico l’importo pagato dall’Inail per la stessa voce: tuttavia, il risarcimento del danno biologico non può essere decurtato di quanto pagato alla vittima dannai, a titolo di danno patrimoniale.

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16 Set 2016
Sentenza

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Testimonianza della vittima (Cass., 38496/16)

Autorità giudiziaria: Cassazione penale

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E' inammissibile un atto di fede nei confronti della persona offesa, la cui testimonianza può esser sì assunta anche da sola come fonte di prova ricostruttiva del fatto per il quale si procede, purché sottoposta ad un rigoroso e penetrante indagine positiva sulla sua credibilità, sopratutto quando portatrice di un personale interesse all'accertamento del fatto.

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14 Set 2016
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Libertà di difesa consente offese (Cass. 38235/16)

Autorità giudiziaria: Cassazione penale

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Non sono punibili le offese provenienti dal difensore, a patto che riguardino l'oggetto della causa in modo diretto ed immediato: ciò perchè il difensore esercita un diritto / dovere di difesa, non essndo necessario che le offese abbiano anche un contenuto minimo di verità, o che la stessa sia in qualche modo deducibile dal contesto, in quanto l'interesse tutelato è la libertà di difesa nella sua correlazione logica con la causa a prescindere dalla fondatezza  dell'argomentazione o continenza delle espressioni usate.

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12 Set 2016
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Protezione internazionale obbliga ad un approfondimento anche d'ufficio (Cass. 17929/16)

Autorità giudiziaria: Cassazione Civile

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Nel procedimento per il riconoscimento dello status di rifugiato, in virtù del criterio dell’interpretazione conforme elaborato dalla giurisprudenza comunitaria, deve ravvisarsi un dovere di cooperazione del giudice nell’accertamento dei fatti rilevanti ai fini del riconoscimento dello status di rifugiato e una maggiore ampiezza dei suoi poteri istruttori officiosi: anche in presenza di una non contestazione della linearità della narrazione posta a base del ricorso introduttivo e della credibilità delle dichiarazioni rese dal ricorrente, il giudice di merito ha quindi il dovere di compiere un’attività istruttoria ufficiosa

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12 Set 2016
Sentenza

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Espressioni grevi fra militari sono reato (Cass. 37803/16)

Autorità giudiziaria: Cassazione penale

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"Non capisci un cazzo, non sei un cazzo di nessuno" detto da un superiore gerarchico ad un suo sottoposto è  ingiuria militare aggravata e non esercizio di diritto di critica.

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9 Set 2016
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Condanna per spaccio e permesso di soggiorno (Cons. Stato, 3841/16)

Autorità giudiziaria: Consiglio di stato

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Condanne dell’extracomunitario in materia di stupefacenti sono automaticamente ostative al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno, qualunque sia la pena detentiva riportata dal condannato e non rilevando la concessione della sospensione condizionale.

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Le sentenze pubbblicate  sono ovviamente frutto di personalissima scelta: alcune condivisibili, altre meno. Nessuna è peraltro vincolante in un altro giudizio.
 
L'Italia è infatti un paese di cd. civil law, sistema sviluppato nell'Europa continentale a partire dal diritto romano-giustinianeo
 
Il sistema giuridico di civil law(tradizionalmente distinto dai sistemi dicommon law) si basa su un ruolo importante dell'università (dottrina giuridica e educazione dei giuristi) e su un sistema di codici(aggregato omogeneo di leggi e norme).In questi sistemi il giudice si deve attenere, per quanto possibile, alla lettera della legge, come disposto dall'articolo 12 delle Preleggi (introdotte come il codice civile con regio decreto 16 marzo 1942, n. 262), articolo rubricato interpretazione della legge:
 
Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore. Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i princìpi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato.
 
In sintesi (ma i problemi non mancano di certo): una sentenza non costituisce un precedente vincolante, ma con lo sviluppo del sistema giuridico sempre maggiore autorevolezza viene attribuita alla giurisprudenza, in particolare quella della Corte di Cassazione. Le decisioni di tale giudice, pur non avendo forza di legge, sono infatti utilizzate dai giudici di merito per formare le proprie sentenze (cd. funzione nomofilattica onomofiliachia). Ciò perchè le sentenze delle corti supreme contengono o enunciano principi di diritto da cui è difficile discostarsi motivatamente.

Difficile, ma non impossibile: in questo sviluppo dell'interpretazione del diritto sta uno dei compiti più alti per l'avvocatura, attore (e non spettatore) della giustizia. 

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Il delitto di tortura in Italia. Dall’habeas corpus alla norma penale (tesi di laurea)

Il fondamento del divieto di tortura va individuato, ben prima e con ben maggior livello di cogenza rispetto alle fonti internazionali, nella Costituzione, che al quarto comma dell’articolo 13, unico caso in tutta la Carta, prevede un obbligo di incriminazione per tutte le condotte atte a cagionare sofferenza alle persone sottoposte a restrizione di libertà. Non solo. L’inviolabilità della libertà personale, sancita in posizione apicale tra i diritti civili riconosciuti, costituisce la chiave di volta per una corretta reinterpretazione del rapporto Stato-cittadino.



MAE e diritti fondamentali: obbligatorie le informazioni supplementari (Cass. 40032/16)

Anche nell'ambito di una esecuzione MAE, ove l'autorità giudiziaria dello Stato d'esecuzione disponga di elementi oggettivi, affidabili, accurati e debitamente aggiornati che attestino un rischio reale di trattamenti inumani o degradanti per le persone detenute in uno Stato membro, per carenze sistematiche o generalizzate, la stessa è tenuta a valutare l'esistenza di questo rischio quando deve decidere sulla consegna alle autorità di tale Stato della persona oggetto di un mandato d'arresto europeo.


Detenzione ai fini di spaccio: fatto lieve? (cass. 38758/16)

51 grammi di cocaina pari a 141 dosi singole non sono fatto di lieve entità, dato che il fatto lieve ricorre solo in caso di minima offensività della condotta, in considerazione dal dato qualitativo e quantitativo e degli altri parametri indicati dalla disposizione (mezzi, modalità e circostanze dell'azione), con la conseguenza che, se uno degli indici previsti dalla legge risulta negativamente assorbente, ogni altra valutazione non rileva.


Pendenza di procedimento in Italia e divieto di estradizione (Cass. 38762/16)

Vige il divieto di estradizione ove per lo stesso fatto sia in corso procedimento penale nei confronti della persona oggetto della relativa domanda: la eventuae norma pattizia contraria è indirizzata agli Stati contraenti e non direttamente operativa all’interno di questi ultimi, e quindi necessariamente rimette ai singoli ordinamenti la regolazione della fattispecie, onde compete a ciascuno Stato stabilire "se e a quali condizioni, e per determinazione di quale autorità, l’estradizione possa o debba essere concessa o negata", qualsiasi soluzione risultando conforme alla norma internazionale.



Calcolo del danno differenziale (Cass. 17407/16)

Il calcolo del danno. cd. differenziale fra risarcimento del danno e indennizzo INAIL va effettuato sottraendo dal credito risanatorio civilistico l’importo pagato dall’Inail per la stessa voce: tuttavia, il risarcimento del danno biologico non può essere decurtato di quanto pagato alla vittima dannai, a titolo di danno patrimoniale.


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