24 Gen 2015
Sentenza

Sentenza

Coltivazione di marijuana è sempre reato (Cass. 3177/15)

Autorità Cassazione penale

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Qualsiasi tipo di coltivazione di marijuana è punibile, dato che contribuisce ad accrescere in qualunque entità, pur se mirata a soddisfare esigenze di natura personale, la quantità di sostanza stupefacente esistente e circolante.

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15 Gen 2015
Sentenza

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Non basta la crisi per non pagare le tasse (Cass. pen., 1725/14)

Autorità Corte di Cassazione

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Il contribuente, imputato per non essere riuscito a pagar i debiti tributari, non può limitarsi ad invocare la crisi per giustificare il suo mancato pagamento, ma deve dare prova di aver impegnato anche le sue risorse personali (casa di abitazione, ricorso al credito bancario, ..).

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8 Gen 2015
Sentenza

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Dare del pregiudicato ad un condannato può essere reato (Cass. pen., 475/14)

Autorità Cassazione penale

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No alla strumentalizzazione di fatti veri ma non pertinenti al contesto: dare del pregiudicato ad un condannato può essere reato se il richiamo non è compiuto in un contesto pertinente. Il fatto vero non può mai essere usato per imporre un marchio di stigmatizzazione generale.

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17 Dic 2014
Sentenza

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Urine e guida sotto effetto di sostanze stupefacenti (cass. pena., 52420/14)

Autorità Cassazione penale

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Il reato di cui all'art. 187 Cds risulta integrato dalla concorrenza di due elementi, dei quali l'uno obiettivamente rilevabile dalla polizia giudiziaria (lo stato di alterazione), e per il quale possono valere indici sintomatici; invece l'altro, consistente nell'accertamento specialistico della presenza nell'organismo del conducente, di tracce di sostanze stupefacenti o psicotrope.

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15 Dic 2014
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Uso di gruppo di uno spinello (Cass. 52104/14)

Autorità Cassazione penale

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Non è punibile il consumo di gruppo di uno spinello perchè lascia presumere un acquisto comune della sostanza stupefacente consumata insieme.

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15 Dic 2014
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Leggere mail altrui è reato (Cass. pen., 5207/14)

Autorità Cassazione penale

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Il nostro ordinamento non prevede nessun diritto del privato ad accedere alla posta elettronica altrui (nemmeno per difendersi): commette quindi reato chi, approfittando dell'assenza di un collega di studio, entra nella la sua casella di posta elettronica.

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11 Dic 2014
Sentenza

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Telecamera di sorveglianza e illecito trattamento di dati personali (CGE, C-212713)

Autorità Corte di Giustizia UE

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L’utilizzo di un sistema di videocamera a tutela dell'abitazione familiare per proteggere i beni, la salute e la vita dei proprietari dell’abitazione non costituisce un trattamento dei dati effettuato per l’esercizio di attività a carattere esclusivamente personale o domestico se il sistema che sorveglia anche lo spazio pubblico. Ne deriva che il trattamento può essere illegittimo ai sensi del diritto interno. 

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11 Dic 2014
Sentenza

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Non è reato non obbedire all'ordine del giudice (Cass., 51668/14)

Autorità Cassazione penale

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Non è reato non ottemperare all'ordine del giudice: è quindi legittimo il rifiuto di collaborazione opposto all'esecuzione del provvedimento d'urgenza adottato dal Giudice civile, pur manifestato in forme sgradevoli ed inurbane per non aver consentito l'immediato accesso nell'unità abitativa dei proprietari.

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9 Dic 2014
Sentenza

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Identificabilità della vittima di diffamazione (Cass., 51096/14)

Autorità Cassazione penale

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L'individuazione della vittima dei reato di diffamazione a mezzo stampa, in mancanza di indicazione specifica e nominativa ovvero di riferimenti inequivoci a fatti e circostanze di notoria conoscenza, attribuibili ad un determinato soggetto, deve essere deducibile, in termini di affidabile certezza, dalla stessa prospettazione oggettiva dell'offesa, quale si desume anche dal contesto in cui è inserita.

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28 Nov 2014
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Bambino in braccio invece che nel seggiolino (Cass. 49735/14)

Autorità Cassazione penale

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Commette omicidio colposo in caso di indicente stradale con esiti mortali la madre che sui sedili posteriori tiene in braccio il figlio su una auto  condotta da un soggetto in grave stato di alterazione alcolica.

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Le sentenze pubbblicate  sono ovviamente frutto di personalissima scelta: alcune condivisibili, altre meno. Nessuna è peraltro vincolante in un altro giudizio.
 
L'Italia è infatti un paese di cd. civil law, sistema sviluppato nell'Europa continentale a partire dal diritto romano-giustinianeo
 
Il sistema giuridico di civil law(tradizionalmente distinto dai sistemi dicommon law) si basa su un ruolo importante dell'università (dottrina giuridica e educazione dei giuristi) e su un sistema di codici(aggregato omogeneo di leggi e norme).In questi sistemi il giudice si deve attenere, per quanto possibile, alla lettera della legge, come disposto dall'articolo 12 delle Preleggi (introdotte come il codice civile con regio decreto 16 marzo 1942, n. 262), articolo rubricato interpretazione della legge:
 
Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore. Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i princìpi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato.
 
In sintesi (ma i problemi non mancano di certo): una sentenza non costituisce un precedente vincolante, ma con lo sviluppo del sistema giuridico sempre maggiore autorevolezza viene attribuita alla giurisprudenza, in particolare quella della Corte di Cassazione. Le decisioni di tale giudice, pur non avendo forza di legge, sono infatti utilizzate dai giudici di merito per formare le proprie sentenze (cd. funzione nomofilattica onomofiliachia). Ciò perchè le sentenze delle corti supreme contengono o enunciano principi di diritto da cui è difficile discostarsi motivatamente.

Difficile, ma non impossibile: in questo sviluppo dell'interpretazione del diritto sta uno dei compiti più alti per l'avvocatura, attore (e non spettatore) della giustizia. 

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Coltivazione di marijuana è sempre reato (Cass. 3177/15)

Qualsiasi tipo di coltivazione di marijuana è punibile, dato che contribuisce ad accrescere in qualunque entità, pur se mirata a soddisfare esigenze di natura personale, la quantità di sostanza stupefacente esistente e circolante.


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Guida sotto l'effetto di sostanza stupefacente e esame delle urine

“La condotta tipica del reato previsto dall'art. 187, commi primo e secondo, codice della strada non è quella di chi guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti, bensì quella di colui che guida in stato d'alterazione psico-fisica determinato da tale assunzione. Perché possa dunque affermarsi la responsabilità dell'agente non è sufficiente provare che, precedentemente al momento in cui lo stesso si è posto alla guida, egli abbia assunto stupefacenti, ma altresì che egli guidava in stato d'alterazione causato da tale assunzione.” (Cassazione Penale, sez IV, 8 luglio 2008, n. 33312).


Urine e guida sotto effetto di sostanze stupefacenti (cass. pena., 52420/14)

Il reato di cui all'art. 187 Cds risulta integrato dalla concorrenza di due elementi, dei quali l'uno obiettivamente rilevabile dalla polizia giudiziaria (lo stato di alterazione), e per il quale possono valere indici sintomatici; invece l'altro, consistente nell'accertamento specialistico della presenza nell'organismo del conducente, di tracce di sostanze stupefacenti o psicotrope.


Condanne penali, fedina penale, visura: nozioni introduttive

Sempre più spesso il cittadino deve dichiarare, anche sotto forma di autocertificazione, se ha subìto condanne penali: la normativa in materia si presta a qualche equivoco, dato che la fedina penale non necessariamente riporta tutte le condanne eventualmente subìte.



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