12 Set 2014
Sentenza

Sentenza

Reato il saluto romano (Cass. pen., 37577/14)

Autorità Cassazione penale

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Inalterata nel tempo la esigenza di tutela delle istituzione democratiche, è legittima l'incriminazione di condotte che risultino possibili e concreti antecedenti causali di ciò che resta costituzionalmente inibito, ossia la riorganizzazione del disciolto partito fascista, e ciò in relazione alle modalità di realizzazione delle stesse (pubblicità delle condotte).

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12 Set 2014
Sentenza

Sentenza

Molestie via Facebook: la bacheca è luogo aperto al pubblico (Cass. 37596/14)

Autorità Cassazione penale

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La bacheca del profilo Facebook è - ai sensi della legge penale - luogo aperto al pubblico e quindi è configurabile la molestia "virtuale". 

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9 Set 2014
Sentenza

Sentenza

Nessuna presunzione tributaria in sede penale (Cass., 7302/14)

Autorità Cassazione penale

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Le presunzioni legali previste dalle norme tributarie non possono costituire di per sé fonte di prova della commissione del reato, assumendo esclusivamente il valore di dati di fatto, che devono essere valutati liberamente dal giudice penale unitamente ad elementi di riscontro che diano certezza dell'esistenza della condotta criminosa.

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9 Set 2014
Sentenza

Sentenza

Impossibilità di pagare i debiti tributari (Cass., 37301/14)

Autorità Cassazione penale

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Non sussiste il reato tributario se il mancato pagamento del debito erariale dipende da per cause indipendenti dalla volontà e quindi non imputabili all'imputato: non deve essere stato possibile per il contribuente reperire le risorse necessarie a consentirgli il corretto e puntuale adempimento delle obbligazioni tributarie, pur avendo posto in essere tutte le possibili azioni, anche sfavorevoli per il suo patrimonio personale, dirette a consentirgli di recuperare, in presenza di un'improvvisa crisi di liquidità, quelle somme necessarie ad assolvere il debito.

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29 Lug 2014
Sentenza

Sentenza

Non c' reato di coltivazione per minima quantità di principio attivo (Cass. pen., 33835/14)

Autorità Cassazione penale

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A fronte della realizzazione della condotta tipica, che è la coltivazione di una pianta conforme al "tipo botanico" e che abbia, se matura, raggiunto la soglia di capacità drogante minima, il giudice potrà e dovrà valutare se la condotta stessa sia del tutto inidonea alla realizzazione della offensività in concreto: l'ambito di tale riconoscibile inoffensività è, ragionevolmente, quello del conclamato uso esclusivamente personale e della minima entità della coltivazione tale da escludere la possibile diffusione della sostanza producibile e/o l'ampliamento della coltivazione; l'onere della prova, spettando all'accusa dimostrare la realizzazione del fatto tipico, va ritenuto tendenzialmente a carico dell'imputato anche se è probabile che la condizione di inoffensività sia di immediata percezione. Risulta quindi corretta la valutazione del procuratore generale che ha proposto impugnazione laddove ritiene che tale totale assenza di offensività in concreto ricorre nel caso di specie in cui all'imputato risultava sequestrato "un vaso con due piantine (dell'altezza di 33 cm) di marijuana" la prima "dalla quale potevano ricavarsi circa 750 mg di foglioline, con THC pari all'1,48 %,; pertanto, erano presenti 11 mg di THC (quantitativo inferiore al valore della quantità massima detenibile, equivalente a poco meno di Y2 di dose media singola)" e la seconda ".... dalla quale potevano ricavarsi circa 500 mg di foglioline, con THC pari all'1,59%, per cui erano presenti 8 mg di THC (quantitativo inferiore al valore della quantità massima detenibile, equivalente a circa 1/3 di dose media singola)".

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25 Lug 2014
Sentenza

Sentenza

"Carabiniere assassino" : non è diritto di critica ma diffamazione (Cass., 33197/14))

Autorità Cassazione penale

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Il riconoscimento del diritto di critica tollera, in altre parole, giudizi anche aspri sull'operato del destinatario delle espressioni, purché gli stessi colpiscano quest'ultimo con riguardo a modalità di condotta manifestate nelle circostanze a cui la critica si riferisce; ma non consente che, prendendo spunto da dette circostanze, si trascenda in attacchi a qualità o modi di essere della persona che finiscano per prescindere dalla vicenda concreta, assumendo le connotazioni di una valutazione di discredito in termini generali della persona criticata.

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23 Lug 2014
Sentenza

Sentenza

Condanna penale sospesa e divieto di espatrio (TAR, 8015/14)

Autorità TAR Lazio

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La condanna anche a pena sospesa determina comunque la impossibilità di ottenere passaporto o documenti validi per l'espatrio, in quanto sussiste comunque la* *necessità per lo Stato di rendere effettiva e agevolmente eseguibile la condanna penale.

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9 Lug 2014
Sentenza

Sentenza

Tortura e divieto di estradizione: basta lo sforzo del governo brasiliano (cass. pen., 30087/14)

Autorità Cassazione penale

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Per dare corso all'estradizione vi deve essere la verifica di condizioni ostative, fra i quali il mancato rispetto dei diritti fondamentali nello stato richiedente (artt. 698, comma 1, e 705, comma 2, c.p.p.): se è vero che la sussistenza dei presupposti per negare l'estradizione può essere desunta anche da documenti e rapporti elaborati da organizzazioni non governative (quali, ad es., "Amnesty International" e "Human Rights Watch"), la cui affidabilità sia generalmente riconosciuta sul piano internazionale, per ritenere superate le perplessità basta che le autorità "si sforzino".

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8 Lug 2014
Sentenza

Sentenza

Farmaco a base di alcool e guida in stato di ebbrezza (Cass. pen., 29888/14)

Autorità Cassazione penale

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L'elemento psicologico del reato di guida in stato di ebbrezza ben può essere integrato anche dalla colposa condotta, data dalla assunzione di bevande alcoliche in concomitanza con l'utilizzo di farmaci a base alcolica, prima di porsi alla guida di un autoveicolo.

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8 Lug 2014
Sentenza

Sentenza

Bis in idem in assenza di trattati internazionali (Cass. pen., 29664/14)

Autorità Cassazione penale

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Il principio ne bis in idem rispetto alle sentenze straniere non è principio generale di diritto riconducibile alla categoria delle norme dei diritto internazionale generalmente riconosciuto, oggetto di ricezione automatica ai sensi dell'art. 10 della Costituzione.

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Le sentenze pubbblicate  sono ovviamente frutto di personalissima scelta: alcune condivisibili, altre meno. Nessuna è peraltro vincolante in un altro giudizio.
 
L'Italia è infatti un paese di cd. civil law, sistema sviluppato nell'Europa continentale a partire dal diritto romano-giustinianeo
 
Il sistema giuridico di civil law(tradizionalmente distinto dai sistemi dicommon law) si basa su un ruolo importante dell'università (dottrina giuridica e educazione dei giuristi) e su un sistema di codici(aggregato omogeneo di leggi e norme).In questi sistemi il giudice si deve attenere, per quanto possibile, alla lettera della legge, come disposto dall'articolo 12 delle Preleggi (introdotte come il codice civile con regio decreto 16 marzo 1942, n. 262), articolo rubricato interpretazione della legge:
 
Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore. Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i princìpi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato.
 
In sintesi (ma i problemi non mancano di certo): una sentenza non costituisce un precedente vincolante, ma con lo sviluppo del sistema giuridico sempre maggiore autorevolezza viene attribuita alla giurisprudenza, in particolare quella della Corte di Cassazione. Le decisioni di tale giudice, pur non avendo forza di legge, sono infatti utilizzate dai giudici di merito per formare le proprie sentenze (cd. funzione nomofilattica onomofiliachia). Ciò perchè le sentenze delle corti supreme contengono o enunciano principi di diritto da cui è difficile discostarsi motivatamente.

Difficile, ma non impossibile: in questo sviluppo dell'interpretazione del diritto sta uno dei compiti più alti per l'avvocatura, attore (e non spettatore) della giustizia. 

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Impossibilità di pagare i debiti tributari (Cass., 37301/14)

Non sussiste il reato tributario se il mancato pagamento del debito erariale dipende da per cause indipendenti dalla volontà e quindi non imputabili all'imputato: non deve essere stato possibile per il contribuente reperire le risorse necessarie a consentirgli il corretto e puntuale adempimento delle obbligazioni tributarie, pur avendo posto in essere tutte le possibili azioni, anche sfavorevoli per il suo patrimonio personale, dirette a consentirgli di recuperare, in presenza di un'improvvisa crisi di liquidità, quelle somme necessarie ad assolvere il debito.


Non c' reato di coltivazione per minima quantità di principio attivo (Cass. pen., 33835/14)

A fronte della realizzazione della condotta tipica, che è la coltivazione di una pianta conforme al "tipo botanico" e che abbia, se matura, raggiunto la soglia di capacità drogante minima, il giudice potrà e dovrà valutare se la condotta stessa sia del tutto inidonea alla realizzazione della offensività in concreto: l'ambito di tale riconoscibile inoffensività è, ragionevolmente, quello del conclamato uso esclusivamente personale e della minima entità della coltivazione tale da escludere la possibile diffusione della sostanza producibile e/o l'ampliamento della coltivazione; l'onere della prova, spettando all'accusa dimostrare la realizzazione del fatto tipico, va ritenuto tendenzialmente a carico dell'imputato anche se è probabile che la condizione di inoffensività sia di immediata percezione. Risulta quindi corretta la valutazione del procuratore generale che ha proposto impugnazione laddove ritiene che tale totale assenza di offensività in concreto ricorre nel caso di specie in cui all'imputato risultava sequestrato "un vaso con due piantine (dell'altezza di 33 cm) di marijuana" la prima "dalla quale potevano ricavarsi circa 750 mg di foglioline, con THC pari all'1,48 %,; pertanto, erano presenti 11 mg di THC (quantitativo inferiore al valore della quantità massima detenibile, equivalente a poco meno di Y2 di dose media singola)" e la seconda ".... dalla quale potevano ricavarsi circa 500 mg di foglioline, con THC pari all'1,59%, per cui erano presenti 8 mg di THC (quantitativo inferiore al valore della quantità massima detenibile, equivalente a circa 1/3 di dose media singola)".


"Carabiniere assassino" : non è diritto di critica ma diffamazione (Cass., 33197/14))

Il riconoscimento del diritto di critica tollera, in altre parole, giudizi anche aspri sull'operato del destinatario delle espressioni, purché gli stessi colpiscano quest'ultimo con riguardo a modalità di condotta manifestate nelle circostanze a cui la critica si riferisce; ma non consente che, prendendo spunto da dette circostanze, si trascenda in attacchi a qualità o modi di essere della persona che finiscano per prescindere dalla vicenda concreta, assumendo le connotazioni di una valutazione di discredito in termini generali della persona criticata.



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